Come nasce "LINSULTANELLO"

Fu durante un viaggio in treno alla volta di Roma che nacque l’idea.. trovare un oggetto che parlasse a tutta la città, a tutti i tarantini vicini e lontani e che gli potesse in qualche modo far rivendicare le proprie origini indossando un gioiello, un oggetto, insomma qualcosa che parlasse e che li identificasse come Tarantini nel mondo.

Qualcosa però che desse anche la possibilità di spiegare e raccontare e che esprimesse al tempo stesso il loro modo di vedere le cose e la vita.

Quindi cosa?
Un anello un bracciale una collana un ciondolo???

Avevo già attinto alla maglia tarantina con il “Bracciale dei Misteri” ci voleva qualcosa di più esplicito, di più immediato e che facesse anche sorridere e sentirsi fieri, originali, differenti ed irriverenti.

Non era cosa semplice perché in tutto questo dovevo tenere a mente il posizionamento della Casa del Confratello ed un filo conduttore con il resto dei prodotti presenti in negozio.

Da qui l’idea della lingua, del nostro dialetto che tante espressioni e modi di dire ci ha regalato e suggerito da sempre. Sarebbe stato anche un modo per riportare alla luce espressioni un po’ dimenticate ormai poco utilizzate. Il modo di vivere e di esprimerci è tanto cambiato negli ultimi due decenni soprattutto, troppe rivoluzioni tecnologiche hanno mutato completamente usi, costumi ed inevitabilmente anche il dialetto ed il suo impiego ne è uscito ridimensionato e di tanto.

Allora riproporre vecchi ed indimenticati detti e modi di dire, insulti anche cattivelli è stata la strada che ho voluto percorrere e inciderli su un anello era il modo migliore per portarli in giro e restituirgli attualità.

Il filo conduttore restava intatto, tradizione, cultura, città, dialetto, tutto si sposava alla perfezione.

Ok l’idea, restava il problema di come farla diventare oggetto, anello.

Allora giù a studiare su libri e pubblicazioni varie, l’arte orafa tarantina, la maestria degli artigiani di quel tempo.

Ecco allora che prendono vita le montature e poi l’intuito geniale dei maestri artigiani e stilisti, scriviamo tutto unito, senza punteggiature e dividiamo non in sillabe ma come ci viene meglio su tre o quattro righe.

Ma come, a favore di sguardo e di lettura?
Eh no!!! Troppo semplice, mettiamo tutto in colonna senza regole, rendiamolo meno semplice da leggere, meno scontato ed identificabile al primo sguardo, in questo modo gli togliamo anche volgarità, immediatezza e leggibilità, che in alcuni casi infastidisce.

In questo modo ed inconsapevolmente abbiamo portato chi osserva l’anello a porci una domanda, la mamma di tutte le domande…

”ma cosa c’è scritto?”

Obiettivo raggiunto, anelli in fusione, presentazione a novembre 2021 e primo Natale con un successo di vendite.

A distanza di 3 anni linsultanello è un marchio registrato, agli anelli si sono aggiunti i bracciali, i ciondoli, a breve le t-shirt e tanto altro ancora.

Gli insulti partirono in 16, oggi sono 38.

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